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Domenica 11 ottobre 2026 - XXVIII Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,1-10)

 

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

 

C’è, nella città, una grande festa di nozze: si sposa il figlio del re. Eppure nessuno sembra interessato. È la storia di Gesù e del suo rapporto difficile con Gerusalemme. Succede che gli invitati, presi dai loro affari, non hanno tempo da perdere per le persone, per la gioia e gli affetti. L’idolo della quantità ha chiesto in sacrificio la qualità della vita. Dice il Vangelo: non se ne curarono. Dio non è interessante, non è attraente. La parabola avanza e racconta cose molto dure: Presero i servi e li uccisero. A questo segue la reazione violenta del re: si passa da una festa ad una strage dentro una città in fiamme. Dalle danze nuziali a un invitato legato mani e piedi e buttato fuori. Allora disse ai suoi servi: andate per le strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Se cuori e case e villaggi si chiudono, il Signore apre incontri altrove. L’ordine del re è illogico: Tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze. Tutti, senza badare a meriti, razza, moralità. È bello questo re che, quando è rifiutato, anziché abbassare le attese, le innalza: Chiamate tutti! Lui allarga, gioca al rilancio, va più lontano; e dai molti invitati passa a tutti invitati, dalle persone importanti passa agli ultimi della fila: Fateli entrare tutti. Scandalo per il fariseo che è in me. La sala si riempie di esclusi. Aveva detto infatti: Cercate ai crocicchi delle strade, là dove ha fine la vita: cercate quelli arrivati al termine della strada, che non ce la fanno più, i lasciati soli. E il re entrò nella sala. Noi pensiamo Dio lontano, e invece è dentro la sala della vita, è qui con noi. Qui seduto alla mia destra, nei giorni delle danze e in quelli delle lacrime. Aveva mandato a cercare gli straccioni, i male in arnese e si meraviglia che uno non abbia l’abito nuziale? L’abito è il simbolo della fede, infatti la sala è piena di brave persone e di cattivi soggetti mescolati insieme. Quell’abito di festa è la metafora della fede. L’invitato si è sbagliato su Dio, lo pensava un Dio incolore, incapace di far festa. L’invitato senza abito da festa è un uomo triste: non ha capito che credere è una festa, è acquisire bellezza del vivere, che è una scala di luce posata sul cuore e lungo la quale scende un Dio esperto di gioia che porta in dono giorni amorosi e contagiosi. Un Dio cui piace sconfinare, pascolare nella terra dell’uomo, e non nel solito paradiso. Un Dio che gode nello stare insieme agli uomini.

 

Dal commento di p. Ermes Ronchi (qumran2.net)

 
     
  AVVISI DELLA SETTIMANA  
 

Giovedì 15 ottobre, ore 20,30: ORA SANTA DI PREGHIERA.


Sabato 17 ottobre, ore 10,30: battesimo di Ambra Leocata.


Domenica 18 ottobre

Ore 10,00: inizio ATTIVITÀ ACR.

Ore 11,00: durante la S. Messa, celebrazione del Mandato per gli educatori ACR e gli animatori di Azione Cattolica.


Ci ha lasciato: Aurelio Branchini.

 
 

Preghiera a San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo, nostro Patrono e protettore,
preservaci da ogni pericolo e liberaci da ogni male.
Proteggi la nostra comunità, custodisci le nostre famiglie
e donaci la forza di combattere e vincere il male
che ogni giorno ci insidia.
Proteggi il Papa, i vescovi, i sacerdoti
e tutti coloro che diffondono il Vangelo.
Intercedi per noi presso il Padre
perché possiamo un giorno lodare Dio in eterno
con tutti i santi, gli angeli e gli arcangeli
nella gloria del paradiso. Amen.

 

Preghiera a Maria, Stella dell'Evangelizzazione

O Maria, al mattino della Pentecoste,
Tu hai sostenuto con la preghiera l'inizio dell'evangelizzazione,
intrapresa dagli apostoli sotto l'azione dello Spirito Santo.
Con la tua costante protezione continua a guidare anche oggi,
in questi tempi di apprensione e di speranza,
i passi della Chiesa che, docile al mandato del suo Signore,
si spinge con la lieta notizia della salvezza
verso i popoli e le nazioni di ogni angolo della terra.
Orienta le nostre scelte di vita, confortaci nell'ora della prova,
affinchè, fedeli a Dio e all'uomo,
affrontiamo con umile audacia i sentieri misteriosi dell'etere,
per recare alla mente ed al cuore di ogni persona
l'annuncio gioioso di Cristo Redentore dell'uomo.
O Maria, Stella dell'Evangelizzazione, cammina con noi! Amen.

 

 

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